Chi è e cosa fa Marco D’Alò? Anno 1966, milanese. Liceo Classico al Parini e Laurea in Scienze Politiche alla Statale. Copywriter nei primi anni ’90 e poi quasi 30 anni da Manager nella Società gestita insieme ad un amico-imprenditore. Fino al 2020 circa. Ama il design, il tennis e il basket (specie quelli dei tempi “epici”), la musica e la cultura degli anni 60/70. Gli piace andare per boschi in estate, adora i gatti, è innamorato di Milano e si emoziona per citazioni e racconti che abbiano un profondo significato.
Cosa significa “essere Coach” prima di “fare il Coach”?
“Verso il 2020, le vicende della vita e una storia di evoluzione personale mi hanno portato ad esplorare le mie potenzialità di Mental Coach. Da allora, sono il Coach di me stesso, giorno per giorno, perché continuo a sperimentare su di me il valore del cambiamento e della crescita personale, da quando sono passato attraverso una di quelle fasi molto critiche della vita dove: o cresci, o muori (come ogni organismo vivente!) e io ho deciso per il cresci. Quindi oggi parlo solo di ciò che conosco, e conosco solo ciò che ho appreso e vissuto in prima persona: sono un “portatore sano” di cambiamento e sono davvero grato di poter evolvermi io stesso, avendo il privilegio di affiancare, da Coach, chi abbia deciso di vivere con consapevole pienezza la propria esistenza. Io so quali piccoli e grandi miracoli siamo capaci di far accadere in noi stessi, se siamo ben supportati: io ne sono la prova”.
Qual è la sua definizione pratica di Coaching?
“Ciò che differenzia davvero il Coaching, da altre modalità di aiuto, è l’azione: il Coaching è (soprattutto) agire! In fondo, il significato più comune della parola tradotta dall’inglese è allenatore: e quindi, se c’è un allenatore, significa che c’è anche qualcuno che si allena, che agisce. Ecco la (mia) definizione:
‘Il Coaching è una attività di supporto e di affiancamento, basata sull’apprendimento attivo e sulla trasmissione di nozioni, tecniche e strumenti concreti, che muove dalla corretta individuazione di obiettivi personali/professionali per arrivare al loro raggiungimento, attraverso l’individuazione degli ambiti di criticità e miglioramento e lo sviluppo delle capacità (competenze, strategie, abilità, comportamenti) utili al conseguimento del risultato’.
In pratica? Vi è mai capitato di:
- Non mettere bene a fuoco i vostri obiettivi?
- Non avere motivazione o energia per quello che fate?
- Comportarvi sempre nello stesso identico modo, in certe relazioni, in certe discussioni, in certe situazioni?… e poi rimuginare per giorni su quel comportamento?
- Avere un problema dal quale non vedete vie d’uscita, che vi toglie il sonno e la serenità, fino a diventare la vostra unica preoccupazione?
- Non trovare la forza per fare quella telefonata, per parlare con quella persona, per dire un ‘No!’ con gentile determinazione?
- Pensare che, ancora una volta, non siete riusciti a prendere la decisione migliore?
- Desiderare di smettere con una cattiva abitudine?
- Avere l’amara sensazione che la vostra vita potrebbe essere “migliore”, che dentro di voi avete “tanto da dare” e che “così non si può continuare”… ma intanto continuate comunque e il tempo passa, senza che accada nulla?
- Semplicemente, alzarvi già inc***zati il lunedì mattina?
Ecco! Grazie alla mia attività di Coaching, io alleno a sviluppare pensieri e comportamenti che siano utili per realizzare la vita che davvero volete, dai piccoli cambiamenti alle grandi scelte”.
Quali sono le situazioni tipiche in cui interviene nel settore della musica?
“Ansia da palcoscenico. Ansia da esame/audizione. Gestione di errori/imprevisti durante la performance. Potenziamento del proprio “dialogo interno”. Focalizzazione e (ri)scoperta delle proprie profonde motivazioni e identità artistiche e personali”.
Con quali strumenti personali affronta questo lavoro?
“Direi che il mio “metodo” si basa sull’Effetto Uau! Un suono semplice, diretto, evocativo: la trascrizione fonetica della parola onomatopeica wow che si trovava nei fumetti. Quel suono che fai quando qualcosa ti sorprende, ti tocca dentro, ti fa sorridere e ti lascia un segno. Nel mio lavoro di Coach e Trainer, voglio proprio questo: che le persone escano da ogni incontro, da ogni sessione, da ogni corso, dicendo ‘uau’, perché si sono sentite viste, ascoltate e aiutate a cambiare davvero. Perché una scintilla di cambiamento è scoccata dentro di loro, ogni volta. Perché cominciano a sentire amore per il loro cambiamento, anche se hanno ancora un po’ paura. E ogni giorno si scoprono sempre più forti, più leggeri, più veri, più vicini a sé stessi.
“UAU!” è anche un acronimo che contiene tutto il mio approccio:
U = Umorismo
Perché la Leggerezza è una forma di intelligenza. L’umorismo scioglie, sblocca, avvicina, apre porte chiuse da tempo. È la mia chiave per entrare in contatto vero con le persone, senza mai prendersi seriosamente, anche quando si lavora su temi profondi. Ridere insieme ci rende umani, liberi e veri.
A = Allenamento
Perché la vera trasformazione avviene quando passiamo all’azione e quando l’azione diventa abitudine. Allenarsi significa scegliere, animati dall’intenzione di evolvere. Non conta solo “cosa” fai, ma anche “come” lo fai. È darsi il permesso di sbagliare (senza giudicarsi mai), imparare, aggiustare il tiro e migliorarsi. È azione e ripetizione, con amore, rispettando i propri tempi e i propri valori. L’allenamento si fa un giorno alla volta, nei piccoli gesti e nei grandi obiettivi.
U = Umanità
Perché credo nell’ “essere” umano: un approccio che sia, prima di tutto, connessione profonda con la meravigliosa imperfezione dei nostri talenti. Voglio che le persone si sentano accolte, mai giudicate, sempre valorizzate. E so che ogni percorso che funziona ha al centro un sincero interesse: verso sé stessi, verso gli altri, verso il viaggio che stiamo facendo. Io porto nelle mie sessioni di Coaching e nelle mie attività di Training ciò che la Natura mi ha donato: ironia, sensibilità, lealtà e pazienza. Poi io ci aggiungo un po’ di rock, di arte, di design, di sport, di citazioni, di Milano, di boschi, di competenze… e tutto l’impegno di cui sono capace. Non sarei qui, ora, se non fossi assolutamente convinto che il Cuore vince sempre, quando si allea con il Cervello: serve solo la volontà di ascoltarli, la capacità di comprenderli e la determinazione di seguirli”.
Quali progetti per il 2026?
“Sono convinto che realizzerò grandi cose nel 2026. Sto pro-gettando contenuti di Training molto interessanti rivolti a studenti, insegnanti, musicisti, manager, sportivi e persone desiderose di evolversi. Il fatto di aver conseguito il Diploma Nazionale di Formatore in “ASI” (il primo Ente italiano di promozione sportiva e sociale) mi dà l’onore e l’opportunità di portare, insieme ad altri splendidi colleghi, il Mental Coaching ad una potenziale platea di circa 2 milioni di tesserati e 12 mila Associazioni. E poi, ovviamente, ci sono le Coaching 1:1. Il cuore vero di ogni Mental Coach. Quelle occasioni, ogni volta diverse e incredibili, nelle quali riesci a ricordarti chi sei e perché lo fai, mentre osservi il meraviglioso cambiamento che avviene nelle persone che stai affiancando. E di momenti così, nel 2026, ne vorrò sempre di più”. HIGHWAY TO WELL ❤️🤟🏻


