Rivoluzione SIAE, il borderò diventa smart

C’è una piccola grande rivoluzione in atto per chi vive di musica, e non riguarda un nuovo sintetizzatore o l’ennesimo controller per dj: riguarda la burocrazia. Spesso considerata il male oscuro della professione, la gestione dei borderò SIAE è stata per decenni un labirinto di scartoffie, timbri e scadenze da rispettare al millisecondo sotto pena di sanzioni. Ora, però, il sistema sembra voler fare un balzo in avanti. Con il lancio della nuova versione di mioBorderò, disponibile sia in versione app che tramite portale web, l’ente di gestione dei diritti d’autore prova a voltare pagina, promettendo un’interfaccia più chiara e una navigazione fluida. Per i professionisti del settore, dai gestori di locali ai dj che suonano ogni weekend, l’arrivo della versione 3.0 rappresenta un cambio di paradigma: se funzionerà come promesso, si passerà finalmente dall’ansia della compilazione manuale alla gestione digitale in pochi minuti.

Il cuore della novità sta nella promessa di semplificazione radicale. Fino a ieri, la creazione di una setlist era un’operazione certosina: cercare il brano nel repertorio, annotare i codici, evitare errori di trascrizione. Ora, l’applicazione introduce la possibilità di creare una scaletta caricando direttamente un file, aggirando la digitazione manuale. Ancora più interessante è la funzione che permette di associare una setlist già pronta a un borderò con pochi tocchi. Per i dj che spesso hanno repertori molto dinamici e cambiano scaletta in base al pubblico, la possibilità di aggiornare rapidamente il programma musicale direttamente dal cellulare è un vantaggio non trascurabile. Non solo: la ricerca dei brani all’interno del database SIAE è stata resa più rapida e precisa, un dettaglio fondamentale quando si ha il fiato sul collo e si deve consegnare la documentazione di una serata appena conclusa.

Ma le vere chicche di questo aggiornamento sono pensate per snellire i rapporti tra le due figure chiave della filiera: l’organizzatore e il direttore di esecuzione (ovvero il dj o il musicista). Il nuovo sistema introduce una gestione degli stati molto più trasparente. Non ci si deve più chiedere se il borderò è stato ricevuto o se è ancora in sospeso: lo stato è sempre visibile, permettendo di monitorare il percorso del documento dall’inizio alla fine. In particolare, per gli organizzatori arriva una boccata d’ossigeno in termini di flessibilità. Una delle problematiche storiche era l’impossibilità di intervenire su un borderò una volta assegnato. Ora, invece, l’organizzatore può ritirare l’assegnazione in qualsiasi momento, a patto che il direttore non lo abbia ancora riconsegnato. Questo evita una mole di chiamate e annullamenti formali quando un dj salta all’ultimo minuto o ci sono ripensamenti sulla line-up.

C’è poi un’altra novità destinata a far sorridere chi organizza eventi: la gestione degli annullamenti. Se un evento non si svolge, per esempio a causa di maltempo o di un cambio di programma improvviso, l’organizzatore può riconsegnare il borderò “vuoto” in pochi istanti, senza dover giustificare l’assenza di musica con moduli cartacei aggiuntivi. Un piccolo gesto digitale che elimina una scocciatura burocratica. Inoltre, per chi teme le dimenticanze, la piattaforma introduce una comoda automazione: la riconsegna a SIAE avviene automaticamente dopo 7 giorni. Un salvavita per chi magari ha caricato la setlist ma si è dimenticato di premere il fatidico tasto “invia”.

L’esperienza d’uso sembra essere stata ripensata con un occhio di riguardo anche per i direttori di esecuzione. L’app, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, mira a diventare il centro nevralgico del professionista. Oltre alla compilazione tramite file, la possibilità di creare una propria libreria di setlist è un passo avanti notevole. Un dj che suona regolarmente in un club può creare la scaletta tipo del suo format e duplicarla ogni settimana, modificando solo le variazioni. Nella schermata principale dell’utente, i dati sono chiari e sintetici: si vede subito la propria attività, il numero di setlist create, i borderò assegnati e quelli già inviati a SIAE. Un cruscotto che permette di avere sotto controllo il proprio carico di lavoro senza dover aprire decine di email o cercare vecchi fogli.

Ma la vera sfida per questo nuovo mioBorderò sarà la capillarità. Per anni, molti dj e organizzatori hanno snobbato le piattaforme ufficiali, preferendo il caro vecchio cartaceo o aggirando il problema con soluzioni fai-da-te, spinti dalla convinzione che il digitale della SIAE fosse troppo macchinoso o soggetto a bug. Con questa versione 3.0, l’ente sembra aver puntato tutto su due cardini: l’automatismo (con la riconsegna automatica dopo 7 giorni) e la responsabilizzazione degli attori. La possibilità per l’organizzatore di revocare l’assegnazione fino all’ultimo secondo mette fine a quella zona grigia in cui il borderò restava “in sospeso” per giorni, bloccando la contabilità. Inoltre, la conferma visiva con stati come “Consegnato” o “Inviato a SIAE” restituisce quella tranquillità psicologica che spesso mancava quando si spediva un modulo via PEC sperando nell’avvenuta ricezione.

L’interfaccia, a giudicare dalle prime anteprime, abbandona le vecchie grafiche farcite di menu a tendina confusi per una disposizione a schede più simile a quella di una moderna app di produttività. Le sezioni “Assegnati” e “Invitati” separano nettamente i compiti, mentre la schermata di assegnazione al direttore di esecuzione si fa con una semplice ricerca tramite indirizzo e-mail. Questo elimina il passaggio intermedio di dover conoscere codici fiscali a memoria o numeri di iscrizione, rendendo l’invito del dj un’operazione immediata, anche dallo smartphone mentre si sta ultimando l’organizzazione del backstage.

In un’epoca in cui la musica dal vivo e gli eventi serali cercano di stabilizzarsi dopo anni di difficoltà, disporre di uno strumento amministrativo efficiente non è un lusso, ma una necessità. La promessa di “più tempo per la tua musica” racchiusa nello slogan della campagna potrebbe sembrare retorica, ma per un dj che passa le ore prima del set a sistemare carte invece che a studiare la consolle, il risparmio di tempo è concreto. Certo, la diffidenza verso il digitale della SIAE è storica, e solo l’uso sul campo potrà confermare se i server reggeranno l’urto dei weekend di alta stagione o se la fluidità della navigazione resterà tale anche con migliaia di utenti contemporanei.

Per ora, il messaggio è chiaro: il futuro della gestione dei diritti per gli eventi passa attraverso l’app. Sia che siate organizzatori con decine di serate da gestire, sia che siate dj in giro per locali, l’aggiornamento a mioBorderò 3.0 (o l’accesso al portale su siae.it) è un passo obbligato per restare competitivi e in regola. La tecnologia, finalmente, sembra essersi messa al servizio della musica, o almeno di chi la suona e la programma. Se l’esperienza d’uso sarà all’altezza delle premesse, potremmo assistere al definitivo sorpasso del digitale sul cartaceo, con la promessa di setlist più curate e meno mal di testa burocratici. Il countdown per la prossima serata è iniziato, e almeno per quanto riguarda i borderò, il conto alla rovescia potrebbe non essere più un problema.

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